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Andy's Sp@cesHo dato un granello di sabbia e mi sono ritrovato tra le mani una spiaggia intera
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August 06 Prestito e Ferrari
Un italiano entra in una banca di New York e chiede di parlare con un impiegato addetto ai prestiti. Dice all'impiegato che deve recarsi in Italia per due settimane e che ha bisogno di un prestito di 5,000 dollari. Il funzionario gli dice che la banca richiede alcune forme di garanzia per concedere un prestito. Così l'italiano tira fuori le chiavi di una nuova Ferrari, la macchina parcheggiata in strada di fronte alla banca. L'italiano consegna anche il libretto di circolazione e i documenti dell'assicurazione. Il funzionario accetta di ricevere l'auto come garanzia collaterale del prestito. Il presidente della banca e i suoi funzionari si fanno quattro risate alle spalle di un italiano che utilizza una Ferrari da 250,000 dollari come garanzia di un prestito di 5,000 dollari. Un impiegato della banca si mette alla guida della Ferrari e la parcheggia nel garage sotterraneo della banca. Due settimane più tardi l'italiano ritorna, restituisce i 5,000 dollari e paga gli interessi pari a 15 dollari e 41 centesimi. Il solito funzionario gli chiede: «Gentile Signore, siamo veramente lieti per averla avuta come cliente e questa operazione andata molto bene. Però, ci deve scusare: siamo un po' confusi. Abbiamo assunto qualche informazione sul suo conto e ci siamo resi conto che lei è un multimilionario in dollari. Quello che ci chiediamo è perché lei si sia dato la pena di chiedere un prestito per 5,000 dollari». L'italiano risponde: «Secondo lei dove posso trovare a New York un posto dove parcheggiare per due settimane la mia Ferrari per 15 dollari e 41 centesimi e sperare di ritrovarla al mio ritorno?».
August 03 Moltiplicazione dei pani
Nel vangelo di oggi (Mt 14,13-21), col miracolo della moltiplicazione dei cinque pani e due pesci, Gesù ci invita alla condivisione. Non aggiungo altro: lasciamoci toccare da quest’aneddoto e chiediamo aiuto al Signore con la preghiera proposta di seguito.
Per la strada vidi una ragazzina che tremava di freddo. Aveva un vestitino leggero e ben poca speranza in un pasto decente. Mi arrabbiai e dissi a Dio: «Perché permetti questo? Perché non fai qualcosa?». Per un po’ Dio non disse niente. Poi improvvisamente, quella notte mi rispose: «Certo che ho fatto qualcosa. Ho fatto te».
«Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare» (Mt 14,16).
Le strade della mia città sono piene di gente in cerca di qualcuno da amare, di una speranza verso cui guardare, di una parola che abbia il sapore della primavera. Ed io, nel guardarla, resto intristito e mi domando a chi tocca soddisfare tante esigenze.
Tu, Signore, oggi mi dici che tocca a me spartire con loro quel poco che sono e quel poco che ho. Tocca a me dire a questi miei fratelli la fede e le parole che hai detto a me. Tocca a me donare a loro le speranze che hai acceso in me.
Mi hai fatto le mani non per prendere, ma per donare. Mi hai fatto un cuore non per tenerlo chiuso, ma aperto per accogliere gli altri. Mi hai dato due spalle, una per portare la mia croce e l’altra per condividere quella degli altri.
Tu sei venuto in me, pane vivo che dai la vita, non per restare dentro di me, ma per essere da me trapiantato nel cuore degli altri, per essere moltiplicato così da soddisfare il grande desiderio di Te.
È l’impegno di questa mia giornata ed anche di quelle che, per tua grazia, verranno ancora.
Amen.
August 02 2000 visite: GRAZIE!!!July 31 2 agosto - L'indulgenza plenaria del "Perdono di Assisi"
Come ottenere l’indulgenza plenaria del Perdono di Assisi (per sé o per i defunti)
Dal mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (2 agosto), oppure, col permesso dell'Ordinario (Vescovo), nella domenica precedente o seguente (a decorrere dal mezzogiorno del sabato fino alla mezzanotte della domenica) si può lucrare una volta sola l'indulgenza plenaria.
Condizioni richieste:
1. Visita, entro il tempo prescritto, a una chiesa Cattedrale o Parrocchiale o ad altra che ne abbia l'indulto e recita del "Padre Nostro" (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo) e del "Credo" (con cui si rinnova la propria professione di fede). 2. Confessione Sacramentale per essere in Grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti). 3. Partecipazione alla Santa Messa e Comunione Eucaristica. 4. Una preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un "Padre Nostro" e un'"Ave Maria" o altre preghiere a scelta), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. 5. Disposizione d'animo che escluda ogni affetto al peccato, anche veniale.
Le condizioni di cui ai nn. 2, 3 e 4 possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti quello in cui si visita la chiesa; tuttavia è conveniente che la Santa Comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Papa siano fatte nello stesso giorno in cui si compie la visita.
L’indulgenza: che cosa è?
I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti. Nei primi secoli i Vescovi riducevano ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza. C.E.I. - Catechismo degli adulti, n. 710
Come San Francesco chiese ed ottenne l’indulgenza del Perdono
Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu immediata: "Signore, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe". "Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande - gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza". E Francesco si presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime". E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun documento: questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio e gli Angeli i testimoni". E qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria, al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!".
Preghiera
Santa Maria, donna innamorata, facci capire che l'amore è sempre santo, perché le sue vampe partono dall'unico incendio di Dio. Ma facci comprendere anche che, con lo stesso fuoco, oltre che accendere lampade di gioia, abbiamo la triste possibilità di fare terra bruciata delle cose più belle della vita. Santa Maria, donna innamorata, se è vero che tu sei la «Madre del bell'amore», accoglici alla tua scuola. Insegnaci ad amare. È un'arte difficile che si impara lentamente. Perché si tratta di liberare la brace, senza spegnerla, da tante stratificazioni di cenere. Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi. Uscire da sé. Dare senza chiedere. Essere discreti al limite del silenzio. Desiderare la felicità dell'altro. Santa Maria, donna innamorata, facci percepire che è sempre l'amore la rete sotterranea di quelle lame improvvise di felicità che, in alcuni momenti della vita, ti trapassano lo spirito, ti riconciliano con le cose e ti danno la gioia di esistere. Solo tu puoi farci cogliere la santità che soggiace a quegli arcani trasalimenti dello spirito, quando il cuore sembra fermarsi o battere più forte, dinanzi al miracolo delle cose: i pastelli del tramonto, il profumo dell'oceano, la pioggia nel pineto, l'ultima neve di primavera, gli accordi di mille violini suonati dal vento, tutti i colori dell'arcobaleno… Vaporano allora, dal sottosuolo delle memorie, aneliti religiosi di pace, che si congiungono con attese di approdi futuri, e ti fanno sentire la presenza di Dio.
July 27 Il tesoro nascosto e la perla preziosa
Oggi ancora parabole: il tesoro nascosto, la perla preziosa e la rete da pesca gettata in mare(Mt 13,44-52). Siamo disposti noi… a “vendere” tutto per scoprire e seguire Gesù, l’unico tesoro e perla preziosa? Preghiamo il Signore di donarci, come a Salomone, la sapienza del cuore per poter discernere il bene dal male e custodire nel campo del nostro cuore Gesù, l’unico nostro bene!
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo» (Mt 13,44).
Il cuore fece conoscere a Michelangelo che dentro la parete di marmo, che brillava sulla montagna, era nascosto un capolavoro, che era il simbolo dell’eroismo biblico e dell’umanesimo della sua città.
E lui, con paziente tenacia, tolse il marmo, che per millenni aveva nascosto quel capolavoro, portando ai raggi del sole la straordinaria statua del giovane David.
Anche nel mio cuore, o Signore, hai nascosto il tesoro del tuo volto, perla preziosa, di una bellezza infinita.
Donami la forza di togliere le pesanti coltri che lo coprono e che sono il segno del mio peccato, anche se questo richiede sacrificio costante e volontà tenace, pazienza amorosa e totale sganciamento da tutto ciò che finora ho valutato prezioso, anche se non lo era affatto.
Aiutami, Signore, a trovarti giacché sono sicuro, che sotto la scorza, che sono io, ci sei Tu, Dio del mondo e degli anni miei. Amen.
July 24 ObiezioneJuly 23 Aiutiamo Mattia!!!
Ciao gente!!! Tutti noi spesso giriamo a vuoto nel web; e nei nostri blog molte volte mettiamo degli interventi anche inutili (per non dire stupidi). Adesso è il caso di inserire qualcosa di veramente serio: visitiamo il sito
e leggiamo la storia di Mattia, spendendo bene il nostro tempo.
In seguito cerchiamo di dare massima diffusione a questo appello e far conoscere la storia di Mattia a più persone possibili. Se poi diamo anche un nostro personale contributo… Grazie di cuore!
July 22 Premio WeBlog!!!
Ho ricevuto da Jole http://leoriero.spaces.live.com ed in seguito da Veo in progress http://veoinprogress.spaces.live.com
Il Premio
Grazie mille ad entrambi!!!!!!!
Regolamento:
1. Al ricevimento del premio bisogna scrivere un post mostrando il premio. 2. Citare il nome di chi ti ha premiato con l'indirizzo del suo blog. 3. Scegliere un minimo di 7 blog (anche di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nei loro design, esibendo il loro nome e il loro link. 4. Avvisarli che hanno ottenuto il premio Brillante Weblog. 5. Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi premi (facoltativo).
Ho deciso di premiare tutti quelli che entreranno nel mio spaces!!! Perciò, chiunque ha il diritto di copiare questo post e pubblicarlo nel proprio blog… perché, se il mio blog piace, è soprattutto merito vostro che mi visitate e da cui attingo spunti per migliorarmi!!! Anzi, il premio non va ai vostri blog, ma a voi stessi che mi sostenete, soprattutto con la vostra amicizia!!!
Grazie ancora alla mia carissima amica e Sorella in Cristo… Jole ed alla mia nuova amica Valeria (alias Veo in Progress)!!!
July 20 Il grano e la zizzania
Anche oggi Gesù continua a parlarci di semina con la parabola del grano e della zizzania (Mt 13,24-30). Riconosciamo con umiltà che tutti siamo un po’ grano e un po’ zizzania. Solamente una persona è puro grano: Gesù, il seme piantato in terra, che morendo ha dato la salvezza a tutti noi; seme che crescendo è diventato Pane per nutrirci. Per far germogliare il seme della Parola in noi, facciamoci aiutare da questo racconto con la relativa riflessione e dalla preghiera riportata di seguito.
Un giovane sognò di entrare in un grande negozio. A far da commesso, dietro il bancone c’era un angelo. «Che cosa vendete qui?», chiese il giovane. «Tutto ciò che desidera», rispose cortesemente l’angelo. Il giovane cominciò ad elencare: «Vorrei la fine di tutte le guerre nel mondo, più giustizia per gli sfruttati, tolleranza e generosità verso gli stranieri, più amore nelle famiglie, lavoro per i disoccupati, più comunione nella Chiesa e… e…». L’angelo lo interruppe: «Mi dispiace, signore. Lei mi ha frainteso. Noi non vendiamo frutti, noi vendiamo solo semi».
Una parabola di Gesù comincia così: «Il regno di Dio è come la buona semente che un uomo fece seminare nel suo campo…». Il Regno è sempre un inizio. Un minuscolo, quasi trascurabile inizio. Dio stesso è venuto sulla terra come un seme, un fermento, un minuscolo germoglio. Un seme è un miracolo. Anche l’albero più grande nasce da un seme piccolissimo. La tua anima è un giardino in cui sono seminate le imprese e i valori più grandi. Li lascerai crescere?
«Il campo è il mondo. Il seme buono sono i figli del Regno; la zizzania sono i figli del maligno» (Mt 13,38).
Sono come un campo, o Signore, arato dalla tua grazia e fecondato dal tuo amore. Hai faticato a lungo per renderlo adatto ad accogliere il seme prezioso della tua Parola.
Fa’, o Signore, che dentro di me non entri il maligno a sciupare il tuo prezioso lavoro e non prenda dimora la pianta del peccato. Bagna questo mio cuore con l’acqua che scende dalla tua sorgente così che possa produrre in abbondanza il grano, che ha il profumo del sole e il sorriso delle stelle, perché le tavole delle nostre case godano in festa per la presenza del pane della fraternità e della pace, profumo soave del tuo corpo.
Amen.
July 17 Barzelletta
Sapete qual è la barzelletta più corta? No?!? Cina! Vi è piacuta? No!!! Eppure in Cina hanno tanto riso!
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